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Harry Borgman

Disegnare con matite di grafite significa, in estrema sintesi, delineare le forme e ricreare con il chiaroscuro colori e ombre. Il modo consueto di applicare la grafite sul foglio è quello di utilizzare appunto la matita, un bastoncino di grafite inserito il un cilindro di legno. In origine si disegnava con la sanguigna, lapis aematitis (pietra color del sangue), da cui derivano ovviamente i termini lapis e matita. Credo inoltre che grafite abbia attinenza con il greco gràphein (scrivere) e con il latino graphium (stilo).
La polvere di grafite si può poi stendere e sfumare in vari modi, ma io preferisco in genere creare il chiaroscuro con linee parallele e incrociate, dapprima leggere e poi più decise, creando un effetto che dà il meglio di sè guardato da una certa distanza.
Le pubblicazioni sul disegno sono innumerevoli e spesso illustrano la nascita di un disegno a fasi: scattando cioè delle foto durante la realizzazione. Personalmente ho apprezzato molto il libro "La matita" di Harry Borgman, edito da Editiemme (oggi Ikon Editrice), un artista che mi piace e che nella stessa collana firma anche un bel libro sul disegno a china.


macchinario Disegni a china
(1983-1986) Strisce e piccoli disegni a china e pennarello realizzati per una pubblicazione di fantascienza.

marmotta Disegni a china
(1983-1986) Disegni a china realizzati per le pagine interne di una pubblicazione di fantascienza e uno per la copertina.

il cosmo Disegni a matita
(1987) Ritratti e disegni vari, realizzati con matite di grafite e qualche tentativo con tecniche miste.

lavoratrice Disegni a matita
(1987) Disegni a matita realizzati con cura. Soggetti umani e uno scorcio della Certosa di Pavia.

ritratto Disegni a matita
(2004-2007) Ritratti accurati inviati ad un concorso mensile su intenet.

Matita
© Marco Picci Pinacoteca web
Un elenco di artisti, e rispettivi siti internet, che a mio personale giudizio ritengo interessanti, e che perciò invito a visitare.


 La matita e il chiaroscuro.

 Il disegno mi ha sempre appassionato. E' stato per me un passatempo, un esperimento, una ricerca e conservo alcune pagine con i miei tentativi. Si tratta talvolta di lavori non perfetti, tracciati con immediatezza. Ma ho realizzato anche lavori accurati.
 Il piacere di tenere la matita in mano l'ho scoperto prima della scuola, riempendo le figure degli album con matite colorate. E' una sensazione particolare temperare la punta, sentire l'odore del legno e della carta, ammirare i colori delle mine. Prima dei vent'anni ho avuto l'opportunità di collaborare con una rivista amatoriale di fantascienza, disegnando figure a china in libertà. Più tardi, con l'aiuto di pochi libri, ho migliorato la mia tecnica con la grafite. Ma dal momento in cui un computer ha occupato la mia scrivania, a fine anni '80, ho accantonato il disegno.
 Eppure sempre attraverso il computer e internet ho avuto modo di riavvicinarmi al bel mondo delle immagini. Aver fatto alcune pagine html in cui presentavo i miei disegni, mi ha messo in contatto con altri disegnatori. Attraverso "Il Ritratto.net" ho conosciuto e partecipato al concorso Picturedraw, realizzando qualche ritratto in bianco e nero.
 Tutto qui.

 Se devo dare qualche consiglio ai principianti, riguardo ai ritratti a matita ricavati dalle foto, posso dire che per partire è necessario avere un buon soggetto. Deve essere una figura che ci piace, per poter conservare la nostra carica creativa fino alla fine. Se fate il ritratto di una persona cara, o per cui provate simpatia e ammirazione, il lavoro sarà più motivato e il tempo passerà con maggior piacere. Cercate foto di un vecchio album di famiglia.
 Il ritratto deve essere particolarmente fedele, per risultare somigliante; anche piccole differenze di forma o proporzione possono renderlo insoddisfacente. Ognuno può escogitare una sua tecnica, per trasferire le linee principali dalla foto alla carta da disegno. Ma da quel momento il lavoro è ancora molto lungo.
 Consiglio, per disegnare, una postazione comoda, con spazio a sufficienza, matite di varie gradazioni (dalla HB alla 5B, ad esempio), anche una automatica con micromina da 0,5 mm HB, gomme da cancellare appuntite ed altro occorrente a portata di mano, e una luce bianca e diffusa opposta alla mano che disegna (normalmente da sinistra, da destra per i mancini). Ricordate di trattare con cura le matite, un brutto colpo frattura la mina e mentre la temperate potreste avere brutte sorprese.
 Ritengo importante già dalla prime righe impegnarsi per non sporcare il foglio, cercando di mantenere puro il bianco, dove necessario, fino al termine; se con la mano dovete appoggiarvi sul disegno già fatto, interponete un foglio pulito tra la pelle e il disegno. Mantenete anche le mani pulite e sgrassate, lavandole se necessario.
 Io inizio a comporre l'intero disegno con la matita più chiara, perfezionando già ogni particolare, componendo la figura completa con toni sbiaditi. Successivamente riprendo ogni parte con la grafite più intensa, arrivando progressivamente ai particolari in nero pieno, che con alcune mine può arrivare ad assomigliare al nero di china. Applicare la grafite è assai più facile che toglierla, perciò è necessaria molta pazienza, per comprendere esattamente dove stenderla, cominciando appunto dai toni più chiari, che più facilmente si potranno nascondere in caso di errori.
 Mi prendo sempre molto tempo per disegnare, mi fermo spesso ad osservare e giudicare, può capitare che trascorra più tempo a guardare che a fare. Solo i professionisti, che hanno accumulato una notevole esperienza, possono procedere spediti in ogni fase. A volte tralascio per un po', riprendendo dopo essermi schiarito le idee su come procedere. Ovviamente bisogna anche decidere, e gli sbagli e i fallimenti devono essere messi in conto. Io preferisco comporre i toni con linee parallele; bisogna ricordare però che le foto non sono fatte di righe, ma di macchie, zone d'ombra e superfici illuminate; cerco perciò di ottenere con le mie linee un effetto equivalente alle forme che la luce disegna.
 Dopo che osservate da un po' il vostro lavoro, può risultarvi difficile riconoscere i punti che non vanno. Alle volte qualcun'altro, guardandolo per la prima volta, può contribuire con un punto di vista diverso. Io però non sopporto che altri mi diano indicazioni su ciò che devo fare. Per fare confronti in un modo nuovo tra la foto e il vostro disegno, vi consiglio perciò alcuni accorgimenti. Provate a guardarlo ad occhi socchiusi, fino a vedere solo delle macchie; provate ad osservarlo capovolto, o da grande distanza, o riflesso allo specchio, potreste accorgervi di particolari importanti. Nelle prime fasi non premete troppo con la matita, e non riempite ogni spazio bianco. Un grigio fatto di sottili linee nere intervallate dal bianco della carta è più vivace di un tono uniforme.
 Non siete però obbligati ad eseguire una determinata tecnica; potete invece fare prove e ricerche individuali, per mettere a punto uno stile personale, che vi è più congeniale, e con cui potete offrire al pubblico qualcosa di originale. Mano a mano che dal foglio bianco si affaccia il volto che avete scelto, con i suoi particolari e i piccoli difetti, le caratteristiche uniche che avrete saputo far emergere, vi sentirete protagonisti di un processo creativo importante e positivo.

   Maurizio Cavini

Webmaster: Maurizio Cavini